12 Jun
2012
Posted in: Trool, Viaggi
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Una gita da ricordare…. Lo Spedale degli Innocenti

Ciao ragazzi! Sono nuova su Trool, non sono ancora molto esperta di questo blog però volevo parlarvi di una mia esperienza di gita che mi ha colpita davvero molto e che mi farebbe piacere raccontarvi !
Inanzitutto piacere,sono di Monza e ho 14 anni e frequento la terza media in una scuola un po' particolare che si chiama Carrobiolo.
Ora vi racconto di quella cosa che in particolare mi ha colpita della gita: dovete sapere che da grande mi piacerebbe fare la maestra d'asilo e, per questo motivo, anche se i miei prof non sono tanto convinti, mi sono iscritta ad un liceo sociopsicopedagogico. Per di più all' esame, porterò una tesina che ruota intorno al tema della condizione femminile.
Quando siamo arrivati a Firenze, siamo andati a visitare lo Spedale degli Innocenti ed è stato un viaggio nel passato molto bello e anche (come si puo dire ?!?! sì!) un po' triste! Per me è stata un' esperienza emozionante ...
Cos'è lo Spedale degli Innocenti??
Era un orfanotrofio, inizialmente i fanciulli abbandonati potevano essere deposti in una pila, una sorta di conca simile a un' acquasantiera, situata sotto il porticato, sostituita successivamente da una finestra ferrata. Nel 1660 la finestrella attraverso la quale venivano introdotti i piccoli abbandonati venne spostataall'estremità sinistra. Le madri disperate e tristi potevano cosi appoggiare i loro figli, e suonare il campanello, facendoli entrare al riparo senza essere viste. Spesso lasciavano lettere o dei segnali di riconoscimento insieme ai neonati. Di solito si trattava di medagliette spezzate, con la quali si sperava presentando un domani l'altra metà di riappacificarsi con il proprio bambino in tempi migliori.  La notte del 3 giugno 1875 la ruota venne murata del tutto.
A tre anni dall'apertura,i registri riportavano 260 piccoli ospiti, nel 1560 erano diventati 1320 e nel 1681 piu di tremila.Per garantire un sufficiente allattamento, gli spedalinghi ricorrevano alla prestazione di donne di campagna, che ricevevano i bambini in fasce in balia.
I bambini potevano essere adottati, ma piu frequentemente venivano dati a famiglie affidatarie che li rimandavano indietro all'età di tipo sette anni. I maschi venivano istruiti con gli studi essenziali e poi erano mandati nelle botteghe a imparare un mestire. Le femmine invece venivano spesso tenute nell'ospedale per curarne il funzionamento e per lavorare la seta. Fino a 25 anni le ragazze vestivano con il bianco, poi di azzurro e quando diventavano proprio grandi di nero.
Ecco questa era piu o meno la vita che passavano questi poveri bambini.
Spero vi sia piaciuto leggere questo post che porterò anche agli esami di terza!!
Un saluto a tutti !!
                                                                         Sharon

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